Argentina, 1976 Ho visto gli uomini arrampicarsi all’ombra Tendendo gli arnesi ancora addormentati E marciare uniti nello sforzo bestiale Fino a montare il sole sopra la terra. Allora uscivano da ogni parte i bambini e le madri E dopo i mercati riempivano i marciapiedi Di fischi e mele. L’allegria delle gesta domestiche Coronate dalla dignità del pranzo! Ho visto lunghe carovane di operai nell’alba Marciare fino al metallo della sirena. Agili biciclette con il cestino per il pranzo, la radio pendendo dal manubrio. Fino a che lo strepito di raffica Di cannone maledetto Di orrenda morte Aprì un buco in ogni casa ed entrò la nebbia nera. Tutto se ritorse come un pesce nella sabbia, fino ad essere ingollato dalla paura. Scomparve la fabbrica. Anche l’uomo. E i figli, e i mercati con fischio, e le radio Che non furono se non uno specchio dell’inferno rotto a volte. L’università di Lujan fu chiusa. Incatenarono la luce nei sanguinosi tombini, perseguitarono le gemme del canto assassinato. L’abbraccio fu un codice segreto La patria un dolore affogato sotto la tortura. E il sole desiderio appena mormorato Tra i nomi di quelli che più non erano. Gabriel Impaglione Argentina 1976- 24 de marzo- 2006